Sistemi

 Sistema GBInSAR

Il sensore GBInSAR è un radar ad apertura sintetica (SAR) costituito da un sistema di antenne che vengono mosse lungo un binario che realizza l'apertura del radar. Il sistema produce mappe bidimensionali o tridimensionali del campo di deformazione dell'oggetto o della scena osservata, che possono estendersi fino a qualche chilometro quadro, con una precisione nell’ordine della frazione di millimetro.  ​P​uò essere impiegato in singole campagne della durata di giorni o settimane, in cui acquisisce in continuo le immagini radar.

Grazie alla velocità ed alla facilità di installazione il sistema GBInSAR sono efficacemente utilizzati in situazioni di emergenza, quando un evento critico è ritenuto imminente od è appena avvenuto. Sono anche particolarmente indicati per il monitoraggio continuo del campo degli spostamenti in tutti quei casi in cui sono a rischio elementi di particolare rilevanza socio economica o culturale, quali centri abitati, vie di comunicazione o beni culturali.

Essa è stata impiegata efficacemente nel monitoraggio di varie tipologie di frane, di differenti dimensioni, materiali (terra e/o roccia) e dinamiche (crollo, ribaltamento, scorrimento, espandimento, e creep in ammassi rocciosi).

La tecnologia GBInSAR ​è​ stata inventata e sviluppata dal Centro Comune di Ricerca (CCR) della Commissione Europea alla fine degli anni 90, per poi vedere le prime applicazioni commerciali nei primi anni 2000.​ E'​ stata validata nel tempo da diversi dipartimenti universitari, sia in Italia sia all’estero, su frane ad alto rischio, di diversa topologia e su strutture differenti come ponti, dighe e monumenti artistici. 

 Caratteristiche

Il sistema GBInSAR, in particolare, rispetto agli altri sensori presenta le seguenti caratteristiche:

  • è in grado di generare mappe di spostamento georeferenziate che riescono a coprire qualche Km quadrato di superficie e può essere utilizzato per il monitoraggio “stand alone” o per testare, progettare o implementare reti di sensori tradizionali;
  • il sistema funziona totalmente in remoto e presenta un’assoluta indipendenza da punti di riferimento presenti nello scenario di misura, ciò significa che non si deve accedere all’area instabile ne posizionare su di essa alcuna strumentazione, a vantaggio della sicurezza degli operatori;
  • è possibile eseguire le misure anche in totale assenza di luce o in presenza di nebbia ed in condizioni climatiche avverse;
  • fornisce risultati preliminari sul campo, pochi minuti dopo aver effettuato le misure;
  • presenta una velocità d’approntamento limitata a poche ore;
  • offre una precisione delle misurazioni effettuate nell’ordine dei decimi di millimetro, ed il confronto con sensoristica tradizionale, ha mostrato un perfetto accordo tra i risultati;
  • è un valido supporto alle reti di monitoraggio con strumenti tradizionali , sia già installate ed operanti sia in fase di installazione. I risultati ottenuti nel tempo dimostrano come la tecnica possa fornire utili indicazioni per ottimizzare la distribuzione di sensori tradizionali sul corpo di frana;
  • è in grado di individuare e riconoscere le aree di spostamento significativo e/o discriminare tra di esse i cambiamenti morfologici o di cinematica avvenuti nel tempo;
  • nel campo della “zonazione della pericolosità”, è un strumento essenziale per l’individuazione e la perimetrazione delle aree più critiche e per la programmazione e la progettazione degli interventi di mitigazione e salvaguardia più idonei;
  • è utilissimo in situazioni di emergenza, quando un evento critico è ritenuto imminente o è appena avvenuto, specialmente nei casi in cui siano a rischio elementi di particolare rilevanza, quali centri abitati, vie di comunicazione o beni culturali.